Come sono riuscito a cacciarlo in questo casino?

Erano diversi giorni che, attirato dall’idea di creare un videogame DA SOLO avevo acquistato alla fine di aprile 2017 una copia di Game Maker, “illuso” da frasi del tipo:

– Ho realizzato il gioco che desideravo in sole sei settimane!

“Figo!” – ho pensato – “Con la pixel art e le animazioni me la cavo…anche se ce ne mettessi otto a programmarlo, ne varrebbe comunque la pena!”
Da premettere che la riga di codice più complessa da me mai scritta è stata
“PRESS PLAY ON TAPE” *enter* sul Commodore 64.
Quindi l’ho installato e l’ho aperto.
Non ci ho capito un c@%%0.
Ho chiuso Game Maker.

Allora mi sono procurato qualsiasi volume sulla programmazione “per dummies” ed ho cominciato a leggerli: l’arabo, ma scritto con la grafia di un medico di base con l’artrite, sarebbe stato sicuramente più chiaro. Dopo aver assorbito tipo lo 0.1% di quello che avevo “letto”, mi sono convinto di poter aggirare il problema andando per tentativi, DA SOLO.
Ho riaperto Game Maker.
Non ci ho ri-capito un c@%%0.
Ho chiuso Game Maker

Avevo una lista di preferiti su Youtube. “Magari dovrei semplicemente osservare dei tutorial e copiare: per osmosi, imparerò…”. Ne ho guardati tanti. Ho copiato pedissequamente le righe di codice credendo che la curva di apprendimento stesse impennando. Quindi mi sono convinto di potercela fare DA SOLO.
Ho riaperto Game Maker.
Non ci ho ri-capito un c@%%0.
Ho chiuso Game Maker.

In tutto questo erano passati quattro mesi, eravamo arrivati a luglio ed ero riuscito a creare solo un blocchetto che andava avanti e indietro e si buggava ad ogni angolo.
E il tutto grazie all’unico programmatore che sapevo fosse in grado di capire quello che mi frullava per la testa e tradurlo in una riga di codice: Angelo

Quindi un bel giorno, lamentandomi per l’ennesima volta sulle mie carenze informatiche, ho lanciato l’esca per capire se fosse interessato a sviluppare insieme un videogame.
E quindi mi sono lamentato più del solito. (Scusa!)
Lui, ovviamente, ha subito capito dove volevo andare a parare:

– Rosa’ ma tu hai bisogno di uno che lavori al codice per animare i tuoi disegni. Nun è arte tua!

E io, avendo intuito che quel qualcuno poteva soltanto essere lui, ho aggiunto un semplice:

– Eh lo so…a trovarlo!

[…]

In pochi giorni di lavoro il personaggio ha preso vita propria.
DA SOLO sarebbe ancora quel blocchetto che si buggava ad ogni angolo.

startpizza.jpg

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